Prendo il cd, lo metto nello stereo e premo play. L'attacco di "Something I Learned Today" è devastante, seguito a ruota da "Broken Home Broken Heart". Un uno-due al fulmicotone, spezzato all'improvviso da quella ballad acustica dal sapore folk che è "Never Talking To You Again". Il giro di chitarra di "Chartered Trips" vale da solo la discografia di un qualsiasi gruppetto pseudo-punk dell'ultima ora, mentre "Dreams Reoccuring", con i suoi nastri mandati avanti e indietro, è psichedelia presa dai '60 e portata di peso nell'era dell'hardcore. Da qui in poi il disco si impenna, Mould e Hart danno voce all'indecisione, alla rabbia, alle paure, alle illusioni, alle bugie. Danno voce alla MIA indecisone, alla MIA rabbia, alle MIE paure, alle MIE illusioni e alle MIE bugie. Se amo tanto questo disco il motivo è uno solo: è di me che parla. Il fatto che contenga così tanti spunti, così tanti generi mescolati insieme, così tanta innovazione musicale perde quasi d'importanza di fronte a questo. E' come se ci fossi io a urlare che non la dimenticherò mai, a gridare in un microfono del mio stupido orgoglio, a sfasciare sedie nello studio di registrazione insieme a loro. E nel frattempo una Flying V macina note, assoli, scale alla velocità della luce, crea un muro sonoro sorretto da una sezione ritmica che pulsa e martella senza sosta.
La devastazione sonora va scemando nella seconda parte del disco, più calma e riflessiva. Ma non per questo meno intensa. Qui tra un'inno all'illusione come "Somewhere" e una dedica ad un'amica morta ("Pink Turns To Blue"), c'è spazio addirittura per due brevi intermezzi pianistici, "One Step At a Time" e "Monday Will Never Be The Same". Quest'ultimo sfocia in "Whatever", forse la mia traccia preferita del disco, dove le frustrazioni e la rabbia sfociano nella completa solitudine. "The Tooth Fairy And The Princess" è la mente che si contorce su se stessa, ed è quantomeno sorprendente che dopo i tre se ne escano con "Turn On The News", pezzo punk in perfetto stile Clash. Ancora più sorprendente il fatto che la canzone sia bellissima al pari di tutte le altre. Questi spiattellano pezzi incredibili uno dopo l'altro, come se nulla fosse. Tutte le volte che sento questo disco quasi ci rimango male...che cazzo, avevano visto la madonna prima di entrare in sala di registrazione?
Siamo giunti al finale. I 14 minuti di "Reoccuring Dreams" sono semplicemente devastanti. Riprendendo da dove "Dreams Reoccuring" si era interrotta, il pezzo è un crescendo di distorsioni, dissonanze, rumori, frustrazione, gioie e dolori. La chitarra di Mould si contorce su se stessa, si aggroviglia, fischia, sibila, si lascia andare in digressioni quasi free-jazz.
Non so come e non so perchè. So solo che questo disco sembra conoscermi da una vita...
"Zen Arcade" è al contempo la massima espressione e il testamento spirituale del movimento hardcore, che da qui in poi non sarà più lo stesso. "Zen Arcade" è un viaggio nella psiche instabile e controversa della generazione punk.
"Zen Arcade" è la celebrazione dalla giovinezza.
good job man :)
RispondiEliminami piace veramente tanto, fa davvero venir voglia di ascoltare il disco in questione. :)
nonostante tu sappia benissimo che il mio credo è "scrivere di musica è come ballare di architettura" qui non si scrive di musica, si scrive di sensazioni ;) ed è questo il modo giusto.
Goo goo gajoob ;)